Nel vento un respiro. Poesie



Prefazione di Alessandro Scarsella Venezia : Granviale, 2009 58 p. : 17 cm ISBN - 9788895991122

Dall'introduzione di Alessandro Scarsella La seconda raccolta di Chiara Polita consolida i risultati già del primo volume Improvvisi su strati d'anima (Mondedit, 2007), confermandone le medesime angolazioni incipitarie nell'"arte, l'archeologia e la musica", per specifica dichiarazione dell'autrice. Un orizzonte privato e confesso, ma pullulante, quantunque perforato dall'ombra del lutto, sembra ora aver complicato le aspirazioni programmatiche e ingarbugliato la matassa degli spunti esteriori. Del resto sensibilità e cultura non potevano rendere la poesia di Polita affabulante ed erudita; così come la musica sembra da parte sua averle prestato esclusivamente le tastiere e i pentagrammi necessari al ricercare di accordi, di intervalli e nulla più, negandosi infatti la poetessa alla cantabilità distratta. Però, "anche le pause / scritte sul pentagramma del destino / sono comunque musica" (Il mio pianoforte). "Poeta è il silenzio / che non scuce le parole" (Scrive il silenzio), si ammette per esplicito e con un tratto che accomuna e separa nel contempo l'impronta quasi genetica del lato femminile. Mary de Rachewiltz e Linda Mavian possono essere forse indicate come le voci liriche del Nord-est, delle due generazioni precedenti, maggiormente affini a Chiara Polita per concezione della parola e per capacità di portare in tal modo alla luce un sentimento senza "gender". ​

Alcuni testi dalla silloge


Scrive il silenzio

Poeta è il silenzio che non scuce le parole e intenso stilla il respiro del tempo ultrasuono che su di noi acerbo o avvolgente pulsa squillante ossigeno di emozioni brivido febbrile su ordito di pensieri e vibrazioni che ribolle sfiorando lava dell'anima rumore di noi che riempie assordante il vuoto

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