Riprendiamoci il tempo #iorestoacasa




A chi non è impegnato per noi in prima linea nella battaglia quotidiana per la salute pubblica, a chi non è impegnato per noi nel garantire i servizi essenziali,

l’assitenza e le altre attività consentite, è chiesto di stare a casa.

Stare a casa: un dovere che ora, più che mai, è anche una sfida di civiltà. Sfida in cui ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte, sentendoci responsabili gli uni degli altri, riconoscendoci comunità che può vincere solo insieme.


È strana la battaglia che stiamo combattendo e, come ogni cosa ignota, ci spiazza.

Di solito in guerra si va. In questa lotta invece si resta.

Dove? Non in trincea, ma a casa, magari con i propri affetti, nel proprio mondo.

Eppure siamo talmente abituati a correre, che doverci fermare, per il bene nostro

e di tutti, sembra terrorizzarci, come se stare a casa fosse una condanna impossibile,

come se il tempo lì non dovesse passare mai. Lo dico con il massimo rispetto

per la preoccupazione di chi lavora, di chi ha un’attività, di chi ha il pensiero

della gestione quotidiana dei figli.


Se allora dobbiamo restare a casa, riprendiamoci il tempo: quello che ora ci spaventa, quello incerto che a volte sembra non essere abbastanza e scivolare troppo veloce

tra le dita, quello in cui ci troviamo “soli” con noi o con gli affetti che abbiamo accanto.


Riprendiamoci il tempo lento per fare le cose: per guardare e ascoltare veramente le persone che amiamo; per giocare, disegnare, raccontare una storia o parlare con i nostri figli.


Riprendiamoci il tempo per non aver paura del silenzio. Anche le pause sono scritte sul pentagramma e sono comunque musica.


Riprendiamoci il tempo per fare i conti con noi stessi, per progettare, per reinventarci,

per sognare.


Riprendiamoci il tempo per scrivere, per dipingere, per suonare, per recitare, per inventare, per cantare, per ballare, per cucinare insieme, per imparare, per ritrovare quelle passioni dimenticate nel cassetto dell’infanzia o che non abbiamo mai confidato a nessuno.


Riprendiamoci il tempo per leggere e scoprire che si può viaggiare in epoche e luoghi

impensati, stando comodamente seduti a casa.


Riprendiamoci il tempo per non scordarci degli artisti, degli scrittori, dei musicisti, degli attori che ci hanno fatto sorridere o piangere, che ci aspettano e che possiamo ritrovare anche nei Social, perchè anche loro esistono ancora.


Riprendiamoci il tempo per riscoprire l’importanza della scuola e del lavoro prezioso degli insegnanti.


Riprendiamoci il tempo per incontrare on-line i patrimoni dei musei che potremo andare a vedere quando avremo vinto questa battaglia, per esplorare le collezioni delle biblioteche

che hanno risorse digitali che possiamo leggere. Sono chiuse solo temporaneamente le porte fisiche di quei luoghi, ma non devono esserlo le nostre menti nella curiosità di cercarli

negli altri modi che la tecnologia oggi ci consente di fare.


Riprendiamoci il tempo per capire che le relazioni non scompaiono, ma si possono coltivare anche con una telefonata, un messaggio, una mail, una lettera digitale, un video.


Riprendiamoci il tempo per accorgerci delle persone che abbiamo accanto, quelle più care, che diamo sempre per scontate ed eterne, per dedicare attenzione anche ai loro semplici gesti, sguardi, profumi e dettagli che sanno rendere unico e irripetibile ogni istante.


Riprendiamoci il tempo per dare valore autentico alle parole: quelle che pronunciamo, che scriviamo, quelle che ascoltiamo.


L’unico modo che abbiamo per fermare il tempo è viverlo intensamente.

L’unico modo per viverlo intensamente è fermarlo: rendere speciale ogni momento,

come il tempo che trascorriamo con chi amiamo e che ci fa sperimentare l’infinito al di là dell’avanzare, breve o lungo, dei secondi.


Restiamo a casa. Senza noia o paura: restiamo con noi e con i nostri cari.

Nessuno è “prigioniero” di quattro mura se ha il cuore e la mente liberi di viaggiare

e di spostarsi in altro modo, se dona il proprio tempo anche a chi ha accanto.

Nessuno è “prigioniero” di quattro mura se la casa diventa uno spazio e un tempo

da reinventare per reinventarsi, seppure in un momento di fatica per tutti,

in cui niente è come prima.


Cambiare è una sfida difficile, ma dobbiamo affrontarla insieme per vincere.

Ed è necessario farlo ora, non domani: con responsabilità, con coraggio, con cuore!


Chiara Polita


San Donà di Piave, 12 Marzo 2020




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